A oltre quarant’anni dall’uscita di C’era una volta in America (leggi qui la recensione), il capolavoro di Sergio Leone “tornerà” sul grande schermo con una nueva película dedicada a todos los orígenes de su realización. El proyecto, ancora sin título oficial, racconterà ilungo y tormentato percorso creativo che portò il regista italiano a darse cuenta quello che oggi è considerato una dei più grandi gangster movie de la storia del cinema.
A confermare il progetto è stata Raffaella Leone, figlia del regista e produttrice del film attraverso Leone Film Group. In una dichiarazione ufficiale ha spiegato: “È fundamentalmente la historia de un hombre che rincorre un sueño per tutta la vita. O, almeno, di qualcuno che ha impiegato 15 años para realizar una película y non ha fatto altro finché non ci è riuscito. Ed è raccontata con la ironía de mio padre.” Alla regia ci saranno Giuseppe Stasi y Giancarlo Fontana, che firmeranno anche la sceneggiatura insieme a Ludovica Rampoldi y Davide Serino.
La notizia ha un peso particolare perché C’era una volta in America rappresenta uno dei casi più emblematici di rivalutazione critica nella storia del cinema moderno. All’uscita del 1984 il film fu accolto freddamente negli Stati Uniti, soprattutto a causa della versione pesantemente rimonata per ottenere il rating R. Col tempo, grazie anche al restauro supervisionato dagli eredi di Leone, l’opera è stata recuperata nella sua forma originale ed è oggi considerada un monumento del cinema gangster e del racconto malinconico sul tempo, la memoria e il tradimento.
LEGGI ANCHE: C’era una volta in America: dal cast alle location, 10 cose da sapere sul film
El mito de Noodles y Max torna al centro de la edición cinematográfica de Sergio Leone
La nueva película no será una secuela del directo de la historia de Noodles y Max, interpretada por Robert De Niro y James Woods en la película original, pero con un mapa metacinematográfico en el proceso creativo que ha portato Leone a costruire il suo testamento artístico. Un detalle fundamental, perché C’era una volta in America non era soltanto una película de gánsteres: era il modo in cui Leone rifletteva sul sogno americano, sull’amicizia corrotta dal potere e sull’impossibilità di tornare indietro.
La larga labor de la película es ormai parte della leggenda. Leone impiegò circa quindici anni per sviluppare il progetto, adattando il romanzo Las capuchas di Harry Gray e interpretando una ópera monumental fatta di salti temporali, nostalgia y desilusión. Il risultato fu una película profundamente diversa rispetto ai gangster movie classici hollywoodiani, più vicino a una tragedia esistenziale che a un racconto criminale tradizionale.
Este nuevo proyecto puede convertirse en un modo de rileggere l’intera eredità artistica di Leone a través de un escudo contemporáneo. En una época dominata da franquicia e universi condivisi, raccontare l’ossessione creativa dietro un’opera tanto personale asume un valor cuasi controcorrente. E il fatto che siano proprio i figli del regista a guidare il progetto lascia intentere una precisa volontà: preservare il lato umano, ironico e ossessivo di uno dei più grandi autori della storia del cinema italiano.
LEGGI ANCHE: C’era una volta in America: la spiegazione del finale del film










