La nueva película de Lars von Trier, After, non sarà pronto per Cannes né per qualsiasi altro festival di este año: por el contrario, todos los indiscrezioni circolate nei mesi scorsi, el quindicesimo pulmónmetraggio del regista danés non è stato ancora girato. El aggiornamento llegado de Peter Aalbæk Jensen, productor histórico y colaborador de von Trier, che ha spiegato come la sceneggiatura dovrebbe essere completeta proprio in this mese. Una necesidad importante para un proyecto que puede diversificar la película con el registro de vuelta al cine después de varios años de assenza.
Le prime indiscrezioni avevano indicato After come uno dei possibili titoli attesi al Festival di Cannes 2026, lasciando intendere che von Trier avesse già concluso le riprese. Una previsión che si è rivelata prematura. Ven riferito da Revista de cine EkkoAalbæk Jensen ha chiarito che “il film non è stato realizzato, quindi non c’è nulla che possa essere mostrato a un festival” e che, prima della pausa estiva, aveva saputo che il regista avrebbe potuto completare la sceneggiatura intorno ad agosto. El proyecto ha incluido 1,3 millones de coronas danesas del Danish Film Institute, una cifra insolitamente elevada por una fase de desarrollo.
La película está ancora en fase de construcción, un proceso particularmente lento y condicionado soprattutto dalla situación personal de Lars von Trier. Después de que el diagnóstico de Parkinson se hiciera público en 2022, el registro se ha burlado drásticamente de la propia actividad en el conjunto, pero el proyecto demostró que la intención de tornar la dieta de la máquina de presa no es menor. E proprio qui potrebbe trovarsi il significato più interessante: After sembra destinato a trasformare un limite concreto nella materia stessa del propio proceso creativo.
Después de poder transformar la condición de Lars von Trier en el corazón de la película
El tema de la nueva película hace que esta perspectiva sea particularmente significativa. Después de hablar de infatti della morte e della vita dopo la morte, traendo forte ispirazione dalle riflessioni personali di Lars von Trier sulla mortalità e sulla transitorietà dell’esistenza. Non è dunque difficile leggere il progetto alla luce della fase attraversata oggi dal regista, anche se sarebbe semplicistico ridurlo a una’opera autobiografica. Più interessante è osservare come la consapevolezza della finitezza possa diventare una nueva chiave attraverso cui von Trier affronta il cinema.
A confermarlo è ancora Peter Aalbæk Jensen, secondo cui il film è stato concepito fin dall’inizio in modo da poter essere realizzato compatibilmente con le condizioni fisiche del regista: “Fisicamente Lars è colpito, ma non c’è nulla che non vada nella sua mente. È questo che aiuta la casa di cura. Ha ancora la sua casa, dove si trova di tanto in tanto, a seconda di come si sente quel giorno. Después è siempre stato concepito in modo da poter essere realizzato in base alle condizioni fisiche di Lars. Ha semper usato i limiti in modo creativo e ora è il suo stesso limite fisico che sta incorporando nel proceso creativo”.
È un appproccio che, per certi versi, riporta al centro una delle caratteristiche più riconoscibili del cinema di Lars von Trier: la capacidad de transformar las restricciones productivas, formales o personales en instrumentos expresos. Desde la radicalidad del Dogma 95 hasta la construcción claustrofóbica de Dogville, pasando por la soggettività extrema de Melancholia y la física emotiva de Dancer in the Dark, el registro ha spesso fatto della limitazione una forma de libertad. En el caso de After, pero el límite no es más soltanto una scelta estetica. È una condizione reale che potrebbe finire per influenzare tempi, modalità di lavorazione e persino la grammatica del film.
El proyecto supone un peso particular teniendo en cuenta la filmografía más reciente del registro. El último largometraje dirigido por Lars von Trier resta La casa di Jack, presentado en Cannes en 2018, mientras que en 2022 el cineasta è tornato a lavorare per la televisione con la tercera etapa de The Kingdom. Da allora non ha più realizado una película. Después de que potrebbe dunque rappresentare il suo ritorno al cinema dopo un intervalo di almeno otto anni, ma soprattutto potrebbe essere il lavoro in cui il suo rapporto con la morte, il tempo e la propria fragilità fisica confluisce direttamente nella pratica cinematografica.
Per esto è ancora troppo presto per parlare di una vero e proprio “ultimo film” de Lars von Trier, nonostante After venga indicato come il quindicesimo y probablemente conclusivo lungometraggio della su portadora. Prima dovranno essere terminati il copione, la preparazione e le riprese. Ma proprio l’incertezza sulla tempistica rende il progetto more interessante, non meno: Después non è simplemente un film che tarda ad arrivare, è una’opera che sembra nascere dentro de una fase esistenziale completamente nueva per uno dei cineasti più radicali del cinema contemporaneo.










