El nuevo
Resident Evil directo de
Zach Cregger prende siempre más claro que se aleja de los precedentes trasposiciones cinematográficas de la saga. La película, interpretada por
Austin Abrams, ha infatti ottenuto una clasificación R dalla MPA per “violenza sanguinosa intensa, gore e linguaggio volgare per tutta la durata del film” e sembra utilizzare la prospectiva in prima persona in diverse sequenze d’azione e horror. Una scelta che potrebbe rendere l’esperienza cinematografica molto più vicina a quella del videogioco.
A confermare la direzione intrapresa dal regista è soprattutto un breve frammento del nuevo teaser, nel quale per circa quattro secondi la macchina da presa asume una vera e propria visuale in soggettiva: un’arma compare davanti all’obiettivo mentre lo spettatore vede la scena attraverso gli occhi del protagonista. Cregger, el autor de Bárbaro e Armas, ha spiegato che il suo obiettivo è ricreare la sensazione di giocare a Resident Evil, evitando di limitarsi a riproporre la trama de uno de los episodios de la serie.
La clasificación R è altrettanto significativa. En un momento in cui molte produzioni cercano di ampliare il proprio pubblico,
Resident Evil seguramente intentará preservar los componentes más violentos y perturbadores del universo videolúdico. La combinación de soggettiva, gore y un appproccio dichiaratamente inmersivo sugiere una película pensada para trasmettere allo spettatore la stessa vulnerabilità del giocatore, costretto a muoversi in un ambiente ostile senza sapere cosa possa emergere dal buio.
Resident Evil punta su experiencia videolúdica con soggettive, gore y Raccoon City
La historia seguirà Bryan, un corriere medico interpretado por
Austin Abrams, che rimane coinvolto in a lotta per la sopravvivenza quando il caos esplode nell’arco di una singola notte. La película recupera algunos de los elementos más ricos de la saga, entre ellos Raccoon City, la Umbrella Corporation, los perros infectados y los icónicos erbe verdi. Cregger sintió que tenía la intención de utilizar estas referencias como parte de un universo autónomo.
El impeiego del visual en primera persona es el aspecto más interesante. Nei videogiochi, la soggettiva modifica radicalmente il rapporto con l’orrore: il giocatore non osserva simplemente il pericolo, perché lo attraversa direttamente, con informazioni limite e una percezione costantemente minacciata. Si Cregger aplica este lenguaje de manera selectiva, la secuencia en primera persona puede separar un instrumento narrativo capaz de alterar improvisadamente la gramática de la película.
Anche i dati produttivi sembrano andare nella stessa direzione.
Resident Evil dura alrededor de 95 minutos, entre la escena sarebbe composta da altrettante página y contrarrebbe relativamente pochi dialoghi. El presupuesto si aumenta alrededor de 80 millones de dólares, con Cregger che avrebbe ricevuto alrededor de 20 millones por regia. Il risultato dovrebbe quindi essere un horror d’azione compatto e fisico, più vicino a una corsa contro il tempo che a una tradicional historia de origen.
La produzione è ormai prossima al debutto: Resident Evil llegará al cine y en IMAX al 18 de septiembre de 2026. La clasificación R e l’uso della soggettiva rappresentano segnali incoraggianti per chi asistir a una trasposición capace di prendere sul serio l’identità horror del videogioco. Resta da capire se Cregger riuscirà a transformar estos instrumentos en una verdadera experiencia cinematográfica sin que aparezcan como simples ejercicios de estilo.










